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La storia di Paganica

   

Le origini

Paganica medievale

Il rinascimento

Paganica nell’800: l’autonomia

La soppressione del Comune

L'autonomia amministrativa restò in vita fino al 1927, quando il R.D. 1564 del 29.7.1927 malgrado la ferma opposizione degli abitanti, soppresse il Comune di Paganica, organizzato con proprio e ben delimitato territorio comprensivo anche di proprietà site sul Gran Sasso e Paganica fu ridotta a Frazione della città dell'Aquila. Le motivazioni addotte dall'allora Podestà dell'Aquila, alla soppressione del Comune di Paganica e di altri cinque Comuni venivaano così giustificate: "... L'ampliamento del Comune trova piena giustificazione per i nuovi eleementi che impongono una pronta risoluzione dei vasti problemi economici, sociali, agricoli e turistici dell'Alto Aquilano che dal fascismo deve attendersi la sua resurrezione e il suo svilupppo, oggi arrestato da minuscoli interessi localistici e da frammentarie resistenze ...".

Il 4 Settembre 1927, l'annessione dei sei Comuni soppressi fu annunciata ai cittadini aquilani dal settimanale della Federazione Fascista aquilana "il Corriere d'Abruzzo" e da un manifesto. Degli 800 comuni soppressi con il decreto del 1927 ne sono stati ricostituiti, con le successive leggi repubblicane, ben 760: le richieste di ricostituzione del Comune di Paganica (1946, 1947, 1953) sono state sempre disattese pur avendo avuto Paganica i requisiti richiesti.
Il 23 Settembre 1987 viene costituito il Comitato Civico per la ricostituzione del soppresso Comune di Paganica, nel 1990 è stato espletato un referendum popolare e successivamente sono stati sciolti i dubbi di carattere legislativo degli esperti prof. Sabino Cassese e prof. Franco Gaetano Scoca.
Nonostante l'esito favorevole del referendum (90% di voti favorevoli) e il diritto sancito dalla legge 71/53, diritto riconosciuto dalla Regione Abruzzo, purtroppo non si è riusciti a riconnquistare l'antica autonomia gestionale.
Il 5 marzo 1992, mentre 3.000 persone di ogni età, giunte dalla Frazione, sfilavano lungo le vie principali de L'Aquila per testimoniare la ferma volontà di autonomia comunale, il Consiglio Regionale votava all'unanimità la legge per la ricostituzione.

Tutto passava per le mani del Governo che muoveva, in prima istanza, dei rilievi. In data 18 Giugno 1992 il Consiglio Regionale riapprovava la legge ed in data Luglio 1992 il Governo proponeva l'impugnàtiva del DDL dinanzi alla Corte Costituzionale, con la motivazione della sopravvenuta normativa di riforma delle autonomie. Il 5 Gennaio 1993 la Corte Costituzionale stabiliva nella sua prima sentenza dell'anno, il divieto di istituire Comuni con popolazione infeeriore ai 10.000 abitanti riconoscendo la validità della 142/90, volta ad evitare la polverizzazione delle Circoscrizioni e delle relative rappresentanze. All'iniqua legge del 1927 è seguita un'ancora più iniqua sentenza della Corte Costituzionale che ha neutralizzato tutte le aspettative autonomistiche.
Arriverà il giorno in cui i cittadini di Paganica potranno rivedere sui documenti il sigillo comunale con il Moro?


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