home | storia e tradizioni | il diario fotografico | il dopo-terremoto | documenti e info | come sostenerci | chi siamo area riservata
Cartoline da Paganica
Usi e costumi

|
vai alla gallery
I luoghi

|
vai alla gallery

La storia di Paganica

   

Le origini

Paganica medievale

Il rinascimento

Il secolo XIV fu uno dei periodi più brillanti della storia di Paganica caratterizzato da avvenimenti che dettero ad essa lustro e importanza. In questo periodo si ha la costruzione delle Mura di cinta del Castello che sorsero essenzialmente per motivi di difesa e di privilegio. Ma il Castello più che le Mura, non ebbe lunga vita, infatti nel 1423 durante la guerra persa contro Braccio da Montone, questi pose il suo quartiere generale con i Capitani di Ventura (tra cui il Gattamelata) proprio nella fortezza paganichese. Dopo la sconfitta di Bazzano, nella cui battaglia Braccio da Montone rimase ferito, il vincitore Lalle Camponeschi occupò il Castello e nel giugno 1424 lo distrusse. Le rovine furono totalmente demolite negli anni successivi, per far posto alla costruzione della nuova Chiesa di S. Maria al Presepe, edificata soprattutto con i materiali di risulta del castello (1605).
Le Mura restarono intatte per molto tempo e la denominazione di "Via di Sotto" e "Via di Sopra" data a due strade di Paganica, stanno ad indicare che per tutta la loro lunghezza, probabilmente, vi passavano le Mura. Il fatto saliente del XV sec. fu il primo passo verso l'effettiva indipendennza municipale: in questo periodo i paganichesi ottennero da Re Ferdinando I la concessione di non pagare più le "gabelle". Lo sviluppo dell'agricoltura e dell'artigianato contribuirono ad una migliore organizzazione economica e sociale e ad un riordino della vita civica. Di questo perioodo è la divisione in Rioni dell'abitato paganichese: Colle, Scarazza, Pietralata, Fara e Piazza.
Il XVI sec. inizia tragicamente per la grande peste del 1502 che coinvolse solo Paganica.
Con la vittoria di Carlo V su Francesco I Re di Francia il predominio spagnolo in Italia raggiunse le punte massime con le tristi conseguenze della prepotenza sul popolo italiano. L'Abruzzo segnò ovunque pagine di tristi ricordi per i soprusi e le angherie spagnole tanto che numerosi furono gli episodi di sollevazione. Nel 1528 nei Castelli (paesi) di Paganica e di Pizzoli ci fu la rivolta dei contadini contro i soldati spagnoli. L'ira spagnola no tardò ad esplodere e per ordine del Principe d'Orange alcuni castelli, tra cuiPaganica, furono tolti dalla città dell'Aquila. L'Aquila tentò tutte le strade per ricondurli al suo predominio ma tutto fu inutile. I castelli non tornarono più sotto il dominio civico dell' Aquila ma continuarono il loro cammino sotto il doominio baronale e ducale con alterne vicende di governo, Solo il fascismo nel 1927 ricondusse alcuni castelli sotto l'amministrazione dell'Aquila. Nel 1529 Filippo d' Orange assegnò Paganica al capitano Roderigo de Arzes che ne fu il primo Barone.
Un prezioso documento di questo secolo (1550) che è giunto fino ai nostri giorni è il "Catasto di Paganica", un manoscritto di 400 fogli che elenca tutti i 210 "fuochi" (capifamiglia).
All'inizio del XVII sec. Paganica contava 500 "fuochi" (circa 3.000 abitanti). In quegli anni la dominazione spagnola aveva apportato disagi economici ed inoltre Paganica fu costretta a fare arruolare i propri cittadini nelle milizie spagnole. Con successive rivolte ci fu la fine delle baronie e l'instaurazione dei ducati.

Paganica nell’800: l’autonomia

La soppressione del Comune


Documenti correlati

Tradizioni e curiosità

Le iniziative dell'associazione "Il Moro"
> | Donwload
La corsa del cappello
> | Donwload

Documenti

Paganica ottanta anni fa
> | Donwload
powered by lapisfreudiano.it   Powered by lapisfreudiano.it